Giocare il river

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Cosa imparerai
  • Come prendere decisioni intelligenti sul river
  • Perché questa fase della mano è importante

La puntata al river si basa su due concetti fondamentali: far abbandonare al tuo avversario una mano più forte della tua e farlo venire a vedere una mano che lo batte miseramente.

Oggigiorno spopolano i tornei No-Limit Hold’em. Eccezion fatta per i tornei con grandi buy-in alla World Series of Poker e altri eventi di grande portata attorno al mondo, la maggior parte di tali tornei prevede un portafogli limitato e hanno bui che salgono in fretta, progettati per far terminare il torneo entro un limite di tempo ben determinato. Per questo motivo, molte delle mani giocate prevedono uno scontro in all-in sul flop o immediatamente prima.

Se ormai giochi regolarmente i tornei sit & go online, oppure dei tornei multitavolo al casinò di zona, probabilmente non avrai molta esperienza di puntate al river. Per cui ti risulterà difficile adattarti alle partite con stack sostanziosi, tipico dei giochi a soldi in cui ci si trova di frequente a prendere decisioni difficili all’ultima carta. In questo articolo proverò a spiegare come si fa a giocare il river nel Texas Hold’em.

Lo scopo della puntata al river

Perché si gioca al river? Vuoi perdere il meno possibile quando hai la mano peggiore e vincere il più possibile quando hai la migliore. Sembra scontato, ma molti giocatori puntano quando pensano di avere la mano migliore e fanno check quando pensano di avere la peggiore. Quando puntiamo al river, vogliamo che accada una delle due seguenti cose:

Il nostro avversario scarta la mano migliore

Il nostro avversario viene a vedere con una mano peggiore

Ogni volta che una puntata al river produce un risultato diverso abbiamo fatto un errore. Per capirci meglio, facciamo un esempio estremo: in mano hai K-Q di picche e il tuo avversario ha A-4 di picche. Il flop è 6 di picche, 4 di quadri e 2 di picche, per cui hai 4/5 di colore con due carte alte. Il tuo avversario, che è sempre di parola per primo, ha puntato per tutto il tempo, forte dei suoi 4/5 di colore e la sua coppia di 4. Al river, sul tavolo ci sono un 6 e un 2 di picche, 4 di quadri, 9 di fiori e un J di cuori: entrambi non avete messo a segno il colore. Lui fa check. Se punti ora, il tuo avversario non verrà quasi certamente a vedere, pensando che la sua coppia di 4 non potrà mai vincere. Gli avrai fatto buttar via la mano migliore, un risultato decisamente eccellente.

Ora invertiamo i ruoli, sei tu ad avere A e 4 di picche, nella stessa posizione. Puntare dopo il check del tuo avversario è un grave errore. Se punti, il tuo avversario scarterà ogni mano peggiore, come per esempio un colore mancato o una scala mancata. Potrebbe però anche rilanciare tentando il bluff, e sarai tu a buttare via la mano migliore.

Tuttavia, se il tuo avversario ha una mano migliore, come una doppia coppia, un tris o anche una misera coppia di Jack, probabilmente verrà a vederti o, in alcuni casi, potrebbe addirittura rilanciare. Puntando con quell’A-4, hai consentito al tuo avversario di giocare perfettamente. Uscirà o blufferà se ha la mano peggiore, vedrà o rilancerà se avrà la mano migliore. È l’esatto contrario di quello che vuoi che accada.

Quando puntare o rilanciare

In genere si punta o si rilancia al river quando:

  • Pensi che il tuo avversario si ritirerà di fronte a una puntata, ma la tua mano non è abbastanza forte per venire a vedere. Per esempio, quando pensi che il tuo avversario ha mancato una scala, ma anche tu l’hai fatto.
  • Pensi che il tuo avversario verrà a vedere una puntata, ma non punterà a sua volta e pensi di avere la mano migliore (o il tuo avversario punterà basso se gli verrà presentato un check, ma verrà a vedere in caso di una puntata sontuosa).
  • Pensi che il tuo avversario abbia una mano importante ma che non sia forte come la tua. Per esempio, quando pensi che il tuo avversario abbia fatto colore ma tu hai un full. In questo caso speri in un rilancio per poter incassare un piatto più grande.

Come puoi vedere, i criteri per puntare sul river sono abbastanza precisi. Ma spesso si vede gente effettuare puntate al river che possono essere agganciate solamente da una mano migliore.

Quando fare check

Solitamente si fa check al river quando:

  • Hai una mano abbastanza buona per battere un bluff, ma non abbastanza per ricavarci un guadagno. Per esempio, se hai una coppia media e pensi che il tuo avversario non sia riuscito a connettere un punto. Se il tuo avversario punta dopo il tuo check, puoi anche andare a vedere.
  • Hai una mano importante e vuoi fare check e poi rilanciare. Lo farai in parte per variare un po’ lo stile di gioco e in parte per guadagnare un po’ di denaro se pensi che la mano del tuo avversario sia buona, ma non abbastanza da rilanciare in caso di tua puntata.
  • Hai una brutta mano e sei sicuro che il tuo avversario risponderebbe a una puntata.

Tre esempi di mano

ESEMPIO 1
Sei di grande buio con 6 di quadri e 5 di picche e il piccolo buio è semplicemente venuto a vedere dopo che tutti gli altri giocatori hanno scartato le loro mani. Tu fai check. Al river, la situazione del tavolo è 6-7-8-4 di cuori e 8 di picche. Il tuo avversario fa check e tu rispondi con un check nonostante la scala.

Perché? Con 4/5 di scala, 4/5 di colore e un potenziale full sul tavolo, nessuno verrebbe a vedere con meno di una scala. Puntare alla fine ti farebbe solo perdere denaro, perché una mano migliore verrebbe a vedere o rilancerebbe, mentre una mano peggiore uscirebbe dalla partita. Insomma, costringeresti il tuo avversario a giocare perfettamente.

ESEMPIO 2
Stavolta, il tavolo finale è 5-6-7-8 e 9 di cuori. Tu hai A-K di cuori. Il tuo avversario fa check. Secondo te è giusto puntare? No, ovviamente no. Anche se difficilmente il tuo avversario avrà una mano che riuscirebbe a battere il tavolo, una puntata ti farebbe solo perdere soldi. Un avversario normale verrebbe a vedere o rilancerebbe il 100% delle volte con un tavolo finale come questo.

La maggior parte delle volte si divide il piatto, ma può anche succedere che l’avversario abbia un 10 e che la sua scala ti faccia perdere l’intero piatto. Puntare a questo punto sarebbe una pessima idea. Tuttavia, se il tavolo contenesse un punto massimo, come una scala reale, potresti sempre puntare e sperare che il tuo avversario sia talmente folle da gettare all’aria la sua mano.

ESEMPIO 3
Basandoti su ciò che è successo durante la mano, pensi che il tuo avversario stia cercando di fare colore e il tavolo finale è J-10 di picche, 6-5 di quadri e 2 di cuori. Tu hai J di quadri e J di cuori e devi parlare per primo. Punti o fai check? Sarebbe meglio fare check. Il fatto è che hai capito che il tuo avversario ha un punto incompleto (se pensavi che avesse una coppia o due coppie, avresti dovuto puntare). Se il tuo avversario ha un punto incompleto, probabilmente non è riuscito a completarlo con quel 2 di cuori al river.

L’unica speranza che hai di guadagnare qualche soldo è consentirgli di bluffare. Molti giocatori punterebbero al river in questa situazione, pensando di avere una gran mano e che quindi sia necessario puntare, ma non importa. In questa situazione, le carte del tuo avversario sono molto più importanti delle tue. Probabilmente, l’unico modo per sfruttare al meglio la tua buona mano è quello di fare check.