La teoria dei giochi

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Cosa imparerai
  • Una comprensione di base della teoria dei giochi
  • Come la teoria dei giochi può aiutarvi a riuscire a poker

L’interpretazione di Russell Crowe in A Beautiful Mind ha portato all’attenzione dei media la teoria dei giochi, ma nel mondo del poker, esperti come Chris ‘Jesus’ Ferguson l’hanno già sfruttata per vincere milioni di dollari.

Tutti conoscono lo stereotipo del giocatore di poker: scandinavi sbarbati, milionari di Internet e vecchi giocatori d’azzardo da strada brizzolati. Nel mondo del poker moderno esiste un nuovo gruppo importante chiamato “fanatici della matematica”. I più famosi tra questi giocatori sono quelli specializzati nell’area chiamata “teoria dei giochi”. La teoria dei giochi è un ramo della matematica che studia la capacità decisionale e la strategia da adottare in situazioni in cui i partecipanti tentano di raggiungere il proprio obiettivo attraverso un comportamento ottimale e nelle quali il successo da un lato può colpire negativamente dall’altro.

L’esempio classico di questa situazione è il “dilemma del prigioniero”, in cui vengono arrestati due individui sospetti e la polizia, non avendo prove sufficienti, li separa e propone un accordo a ognuno di loro. Se uno dei due testimonia e l’altro non parla, quest’ultimo si becca dieci anni e il primo è libero (e viceversa). Se entrambi non parlano la pena è di due anni, ma se confessano tutti e due è di sei mesi. In un mondo ideale, la cooperazione sarebbe la scelta migliore, ma considerando l’egoismo umano, i prigionieri preferiscono tradirsi a vicenda.

La teoria dei giochi è stata introdotta da John Von Neumann in Theory of Games and Economic Behaviour (1944) e sviluppata da John Nash, il cui lavoro su giochi da n-persone ha segnato una rivoluzione. Dal momento in cui la sua storia è stata raccontata nel film A Beautiful Mind (2001), la teoria ha guadagnato ancor di più in popolarità e lo stesso è avvenuto nel mondo del poker. Di recente, abbiamo notato un numero infinito di programmi online progettati per giocatori di poker matematici e analisi relative al poker come un gioco a somma negativa, in cui la vittoria di un giocatore determina la sconfitta di un altro mentre il banco continua a prendere la sua parte.

In realtà, la teoria dei giochi esiste già da un po’ di tempo e alcuni personaggi simbolo nel mondo del poker, che hanno imparato a giocare tramite le prime simulazioni al computer, sono ora la prova vivente della sua utilità. David Sklansky ha scritto sull’argomento nel suo importante progetto chiamato “The Theory of Poker” (La teoria del poker), ma il vero re dei teorici dei giochi è Chris ‘Jesus’ Ferguson. Ferguson, tramite le sue ricerche e la sua competenza, riuscì ad aggiudicarsi cinque braccialetti WSOP, nonché il titolo di Campione del mondo nel 2000, e due eventi WSOP Circuit nel 2005 da solo, nascondendo attentamente il suo passato da matematico dietro dei capelli lunghi, una barba, un paio di occhiali da sole e un cappello da cowboy firmato.

Sotto analisi

Nei tornei di poker la teoria dei giochi è rilevante, ma come va utilizzata esattamente? Beh, pensare come un teorico dei giochi nel poker comporta una riduzione del gioco stesso a una serie di problemi matematici che possono essere “risolti” con una soluzione precisa, come “passare” o “andare all-in”, o un bilanciamento delle opzioni possibili che creino il risultato migliore. Un esempio potrebbe essere, quando ci si trova under the gun, limitarsi a vedere con coppia d’assi il 20% delle volte e rilanciare il restante 80%.

La strategia corretta, in base a una qualsiasi data situazione, dipende dal modo in cui gioca il tuo avversario e variare lo stile di gioco con una coppia d’assi avrebbe senso solo giocando contro avversari competenti. In ogni caso, se i tuoi avversari rilanciassero all-in a ogni mano, ti limiteresti sempre a vedere. Quest’ultima è chiamata “strategia dello sfruttamento”. Inoltre ci sono molte strategie del poker che non sono matematicamente vulnerabili e quindi sempre corrette. Ad esempio, in una situazione “on the bubble” in un sit & go, può essere vantaggioso andare all-in con uno stack molto grande dal piccolo buio virtualmente con qualsiasi mano, quando i bui diventano sostanziosi e tutti i giocatori hanno già passato a causa della struttura del montepremi.

Questo è il lato semplice di una teoria dei giochi applicata al poker, ma dovrai adottare una strategia impeccabile se ti troverai a fronteggiare avversari dotati di grandi abilità, rendendo impossibile la vittoria anche se gli altri giocatori conosceranno perfettamente la tua prossima mossa. Ad esempio, supponiamo che stai partecipando a una partita in cui ci sono 200$ in un piatto heads-up al river, hai il 20% si possibilità di chiudere il punto e la puntata opzionale è di $50. Considerando tutti questi aspetti e il fatto che l’avversario ha la possibilità di vincere cinque volte l’importo necessario a vedere ($50 per vincere $250) dovresti bluffare il 4% delle volte in più, applicando alla tua strategia il doppio delle probabilità di vedere dell’avversario, cosa che rende la sua decisione errata in ogni caso.

Analogamente, nel caso tu stia affrontando ottimi giocatori, dovrai variare lo stile di gioco durante una mano per evitare che gli avversari comprendano facilmente la tua strategia. Limitarsi a vedere con una coppia d’assi un determinato numero di volte è un esempio, ma contro i migliori, questa tattica deve essere portata avanti per il resto del gioco. Ad esempio, quando i giocatori più cauti fanno tris al flop, fanno check nella speranza di indurre all’azione, mentre i giocatori più aggressivi tenderanno a puntare nella speranza di mascherare la mano e di vincere un piatto ricco.

I soldi parlano

Un teorico dei giochi non chiederebbe quale giocata è quella giusta, ma quale combinazione delle due è stata la più fruttuosa. Questo includerebbe anche fattori quali il modo in cui il giocatore si è comportato fino a quel momento e la capacità di adattarsi in base a eventuali tendenze sfruttabili dell’avversario. Ma se l’avversario ha deciso che lo split era di 2 a 1 a favore del check della mano, dando per scontato che il flop non abbia portato possibilità di colore o scala, la decisione da quel momento in poi dovrebbe essere il più casuale possibile.

Per questo motivo, è risaputo che alcuni giocatori usino cose come la lancetta dei secondi dell’orologio o un numero di carta di credito per scegliere in modo casuale le azioni da intraprendere. Quindi rifletti attentamente la prossima volta che un cowboy guarda l’orologio prima di puntare!

La teoria dei giochi nella pratica

Il segreto per far funzionare a tuo vantaggio la teoria dei giochi sta nel rendere difficile la comprensione del tuo gioco all’avversario.

Stai giocando a un tavolo a cui partecipano i giocatori migliori in un evento WPT e a un certo punto vedi un rilancio di uno di loro con 10-10 sul bottone. Al flop esce un bellissimo 10-9-9 con due carte dello stesso seme. Il tuo stack ammonta solo a 15-20 volte il grande buio e un giocatore rilancia di circa cinque grandi bui.

Cosa fai?

  • a) Passi
  • b) Vedi
  • c) Rilanci
  • d) Vai all-in

Le risposte giuste sono b) Vedi o c) Rilanci all-in. Se in una data situazione, hai la possibilità di fare anche solo una mossa prevedibile, un ottimo giocatore se ne accorgerà subito leggendoti come un libro aperto. Ciò che ci si aspetta è vedere il punto con una monster hand e rilanciare all-in solo quando si ha in mano un draw o una coppia. Ma contro questo tipo di giocatori dovrai variare lo stile di gioco per creare una strategia impeccabile e quindi andare all-in in situazioni come questa con la mano migliore possibile solo per confonderlo!